Premier League Review: C'è della Premier nel mio calciomercato

 Il racconto del mese di gennaio di Premier League

A gennaio la Premier League viene quasi superata come attenzione dal terzo turno di FA Cup e dal mercato. Questo mercato in particolare ha tenuto molte persone impazienti ad aspettare il tweet “here we go” giusto, magari da Newcastle, dove, vista l’abbondanza finanaziaria appena arrivata, ci si aspettavano i colpi più spacca-campionato (o forse retrocessione). Alla fine il Newcastle ha cambiato tanto ma tutto è sembrato molto poco progettuale, per quanto Bruno Guimarães e Kieran Trippier potrebbero bastare per alzare la qualità della squadra nell'ottica di una salvezza agevole. In alto invece pochi cambiamenti: il Liverpool ha preso forse il giocatore più forte di questo mercato, ossia Luis Diaz; il City ha pensato al futuro bloccando Julian Alvarez dal River Plate; il Tottenham ha preso Kulusevski e Bentancur, dovendo però rinunciare ad Adama Traoré, e con un semplice schiocco di dita ha ceduto in blocco Dele Alli, Tanguy Ndombele e Giovani Lo Celso; l’Arsenal è rimasto a guardare liberandosi dell'ormai separato in casa Aubameyang mentre Aston Villa e Everton forse hanno regalato qualche colpo interessante. Però si è giocato, e anche bene. 

Il punto della situazione 

Questo mese ha visto partite molto belle sin dal primo weekend. Chelsea-Liverpool è stata una delle partite più belle dell’anno, per quanto il 2-2 del Chelsea, ottenuto rimontando il doppio svantaggio abbia ulteriormente allontanato entrambe le squadre dalla vetta. Proprio il City ha fatto capolino nella miglior partita stagionale dell’Arsenal, in cui i Gunners sono riusciti a metttere in crisi i campioni uscenti venendo però frenati dall'espulsione di Gabriel e cadendo solo nel finale con Rodri. Un'altra bellissima partita è stata West Ham-Leeds finita 3-2 per la squadra di Bielsea grazie a Jack Harrison, finalmente in forma e autore di una tripletta. Altrettato spettacolare da rivedere è stata la sfida tra Aston Villa e Manchester United: l’autorevolezza di Bruno Fernandes, la freschezza di Jacob Ramsey e il talento ritrovato di Coutinho. Sicuramente tra le partite più belle di questo mese c'è anche Leicester-Tottenham in cui tutte le emozioni sono finite compattate e tritate nei sessanta e poco più secondi in cui il Leicester ha regalato due palloni sanguinosi a Bergwijn, lanciando il Tottenham nella corsa al quarto posto e spegnendo i propri sogni europei forse definitivamente. Non altrettanto brillante, Chelsea-Tottenham è stata anch’essa uno spettacolo – più tattico che tecnico – per quanto il gol di Ziyech basti e avanzi. È stata la prima sconfitta di Antonio Conte in campionato ma la terza contro il Chelsea in 15 giorni contando anche le semifinale di Carabao Cup. L’altra finalista sarà il Liverpool che ha battuto l’Arsenal nel doppio confronto.

Come successo a dicembre, la Premier è stato il campionato su cui il covid ha avuto un impatto più netto, complice la minor percentuale di giocatori vaccinati dei 5 massimi campionati europei, e anche a gennaio ha detto la sua facendo rinviare il North London Derby tra gli Spurs e i Gunners. Una partita che, spostata ancora più in là nel calendario potrebbe diventare decisiva per la corsa al quarto posto. In questo mese, comunque, si è visto anche chi ha dimostrato di poter stare nella parte sinistra della classifica, ovvero Wolverhampton e Brighton. Bruno Lage è probabilmente l’allenatore rivelazione di questa stagione, avendo risollevato il Wolverhampton dalla fine del ciclo di Nuno Espirito Santo ma con la stessa filosofia, cioè baricentro basso, controllo del ritmo lasciato agli avversari per capitalizzare su azione di pressing con recupero e transizioni. Tutto già alla stagione di esordio. La loro è fin qui una buonissima stagione, per quanto ora che si sono privati di Adama Traore perdono un po’ di chance per acciuffare una qualificazione europea, ora distante solo due punti dopo un gennaio da tre vittorie in tre partite, tra cui una a Old Trafford contro il Manchester United. 

Graham Potter invece ha confermato, e addirittura rafforzato, l’idea che il Brighton sia una squadra di cui valga molto la pena vedere le partite. Queste mese ha vinto una sola partita, 3-2 in casa dell'Everton, ma non ha mai perso e nel pareggio per 1-1 contro il Chelsea hanno reso irriconoscibile la forza della squadra di Tuchel. Tra tutti è spiccato Adam Webster, difensore che potrebbe essere anche chiamato in con la nazionale, ma non possiamo menzionare anche il bel mese di Mac Allister, numero 10 affascinantissimo che ha già segnato 4 gol e confezionato 2 assist in stagione e tante gare di livello.

Giù in basso ci è davvero finito l’Everton, che ha perso ogni partita e ha finito per esonerare Rafa Benitez dopo la sconfitta contro il Norwich per 2-1 per sostituirlo con Frank Lampard, per non farsi mancare di assumere un allenatore su cui aleggia qualche dubbio. Il mercato ha portato nomi interessanti, ma ha anche portato via un riferimento come Lucas Digne, e in questo momento da quel lato del Mersey sembrano pronti a cadere nel fiume. Anche il Watford ha avuto un mese nero e ha esonerato Claudio Ranieri. L’allenatore italiano, 2 vittorie in 13 partite, è stato sostituito da un non più ritirato Roy Hodgson. Pozzo per provare a salvare un gruppo che fin qui è sembrato poco affiatato, ha deciso di affidarsi all'ex CT della nazionale come fece nel 2001 per l’Udinese. Allora Hodgson durò solo 17 partite in Friuli, un record che potrebbe battere se non finisse la stagione, viste le 18 partite rimanenti. Queste situazioni, oltre a quella del Burnley, che però deve ancora recuperare 4 partite, hanno dato linfa per la salvezza a Norwich e Newcastle, molto più ciniche negli scontri diretti.

Curiosità statistiche
  • Il Brentford ha impiegato sette giocatori danesi in questa stagione, più di qualsiasi altra squadra nella storia della competizione.
  • Il Manchester United è diventata la prima squadra ad aver vinto 300 partite in trasferta in Premier League.

  • Il Watford ha preso gol in tutte le partite disputate fin qui in Premier League.
  • Il Tottenham ha vinto una sola delle ultime 31 partite in casa del Chelsea, nell'aprile del 2018 e con Antonio Conte sulla panchina dei Blues.

Il giocatore del mese: João Moutinho 

Parlare di João Moutinho nel 2022 suscita negli interlocutori sempre un certo senso di stupore; stupore che nel mese di gennaio è emerso quando il portoghese è stato oggetto di un simpatico esperimento sociale di alcuni tifosi romanisti, che hanno diffuso una falsa voce sul suo possibile trasferimento nella Capitale. Eppure che João Moutinho sia ancora un giocatore di spessore non dovrebbe sorprendere e il suo mese di gennaio ha spiegato bene il perché. Nelle tre partite giocate in Premier, il portoghese ha messo in mostra tutta la sua solidità nonostante una mobilità ridotta: è stato il giocatore dei Wolves con più palloni toccati e uno di quelli con più passaggi tentati e riusciti; a tutto questo ha aggiunto un assist e sopratutto due gol magnifici tra cui il sopracitato rasoterra con cui ha inchiodato il Manchester United e il missile di esterno che ha aperto le marcature contro il Brentford. Non possiamo più parlare di un gii

Il gol del mese: Hakim Ziyech (v Tottenham)

In una squadra ipertrofica di talenti come il Chelsea un giocatore come Hakim Ziyech rischiava di passare senza lasciare grandi tracce. Il suo primo anno inglese è stato complicato ma il secondo sembra aver preso una piega diversa almeno in parte. Complici infortuni e contagi, l’ex Ajax ha trovato spazio più di quanto fosse lecito credere e ha anche ritrovato il suo senso nel Chelsea. Mentre il Marocco usciva senza troppa gloria dalla Coppa d’Africa, Ziyech, lasciato a Londra per un litigio con il CT Halilhodzic, ha preso in mano il suo destino giocando da titolare 5 partite su 6 e mettendo il cappello a questo momento aprendo le marcature nel derby contro il Tottenham. L’azione che porta a questa giocata è nulla più che una bella conduzione di Hudson-Odoi, il quale entra dentro il campo e serve Ziyech appostato al limite dell'area. Il marocchino a questo punto controlla con il destro, se la aggiusta con l’esterno del sinistro e nel momento in cui Højbjerg prova a schermare il tiro questo è già a metà della sua traiettoria che lo porta all’angolino. In questo c’è tutta l’eleganza di Hakim Ziyech: la preparazione e l'esecuzione sono il manifesto di un giocatore diverso da quelli intorno a lui anche in una squadra in cui il talento è tanto e diffuso.

 Fatti abbastanza interessanti
Trippier non sa indicare lo stemma del Newcastle
José Sá prende a spallate la gente 
Lucas Moura ha strappato il cappello a un tifoso

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