Jacob Ramsey sta conquistando l'Aston Villa

Il profilo dell'ultima sorpresa di questa Premier League

È quasi difficile da ricordare ma non più di tre anni fa l'Aston Villa era in Championship e perdeva per 3-0 il Second City Derby contro il Birmingham. Da quella squadra è andato via anche Jack Grealish ed era difficile pensare ai Villains senza di lui. Eppure, dopo un inizio di stagione opaco e un cambio di allenatore in corsa, la squadra sembra essere tornata a convincere come faceva con il suo ex capitano in campo. Un ottimo esempio è il pareggio per 2-2 contro il Manchester United, ottenuto recuperando il doppio svantaggio firmato da Bruno Fernandes. Protagonista della gara è stato, inevitabilmente, il nuovo arrivato, o meglio ritornato, Philippe Coutinho, appena tornato in Inghilterra dopo gli anni sottotono a Barcellona. Si è ovviamente preso la copertina e ci sta, visto che la sua storia sembrava aver acquisito i toni del talento appassito. Con lui ha fatto parlare di sé anche l’altro nuovo acquisto Lucas Digne, un altro forse troppo forte per giocare nel Villa

Questi due acquisti importanti fanno capire come l'arrivo di Steven  Gerrard a Birmingham abbia alzato il livello di ambizione del club. Ma Gerrard, che ha firmato per tre anni e mezzo, sa che non è l’unica chiave per costruire un club competitivo. Sa bene che bisogna anche sfruttare quello che si ha già a disposizione. In particolare lavorare bene con l’Academy e, non a caso, in soli due mesi ha fatto capire di tenere molto da conto i più talentuosi giovani da aggregare alla prima squadra. Su tutti spicca ovviamente Jacob Ramsey.

Contro lo United Coutinho si è inevitabilmente preso una copertina che, probabilmente, sarebbe stato più giusto dare al giovane centrocampista, autore dell’altro gol e dell’assist del pareggio ma soprattutto di una prestazione a tutto tondo nel secondo tempo. Quando Ramsey ha deciso di alzare il livello della propria gara, i suoi compagni hanno fatto altrettanto. Ha alzato il ritmo e l’aggressività, brandendo il pallone e attaccando con coraggio avversari ben più esperti e fisici di lui. E ne è uscito alla grande. "Le sostituzioni hanno davvero portato qualcosa in più al gioco, ma nel secondo tempo Jacob è stato eccezionale" ha detto Gerrard a fine partita.

Ha davvero fatto vedere perché molte persone parlano di lui. Vedere come è andato a prendere la partita per la collottola sul 2-0 fa davvero piacere.

Il primo gol è frutto di un bel triangolo tra Coutinho e Chukwuemeka, con il brasiliano che appena raddoppiato scarica ulteriormente su Ramsey a centro area, controllo di destro e piatto sinistro forte per prendere il pallone sotto per non lasciare a De Gea il tempo di reagire. Tanta freddezza in poco spazio. Il secondo gol è merito di una sua ottima lettura della sua capacità di attaccare la profondità e sfruttare la passività del reparto difensivo dello United per poi appoggiare il pallone sotto rete per Coutinho. “Abbiamo rimontato rimboccandoci le maniche e impegnandoci, mostrandoci aggressivi, vincendo i duelli, essendo positivi e giocando in avanti. I due gol che abbiamo segnato sono stati fantastici”.

La prestazione di Jacob in una partita così importante non cade dal cielo ma è solo l’ennesima dimostrazione della sua rapida crescita. Classe 2001, Ramsey ha già giocato 1164 minuti in 18 partite di campionato, già quasi il doppio dei 619 minuti in 22 presenze dello scorso anno. È partito titolare 14 volte. Durante la prima settimana di lavoro di Gerrard, Ramsey era impegnato con la nazionale Under- 21 ma il neo allenatore dei Villains ha fatto capire subito che era un prospetto da seguire: per prima cosa ha commentato un post su Instagram che mostrava il centrocampista con in mano il premio di man of the match nella vittoria per 3-1 dell'Inghilterra sulla Repubblica Ceca; poi, quando Gerrard ha incontrato Ramsey faccia a faccia a Bodymoor Heath, gli ha spiegato esattamente cosa pensava di lui e come sarebbe adattato al suo nuovo centrocampo. “Lo conoscevo un po' di tempo e finora è stato eccezionale. La cosa più importante per noi è che c'è ancora spazio per crescere”. 

Il ventenne ha anche iniziato a guardare clip di Gerrard da giocatore per migliorare il suo gioco, ed è visto come uno dei giocatori più talentuosi del club, con margine per diventarne la stella, ereditando la storia culto da “local lad” di Jack Grealish. Da allora è partito titolare in 10 partite su 11. Oltre alla partita con lo United l’altra partita che si è preso era la vittoria per 2-0 sul Norwich. Dove ha segnato al termine di una progressione palla al piede fuori registro lunga tutta la metà campo. Costantemente circondato da avversari in maglia gialla non ha mai perso lucidità, sfidandoli a viso aperto e senza osare dribbling troppo difficili, per poi freddarli una volta entrato in area a seguito di un cambio di direzione.  

Mi sono guardato intorno e non ho visto nessuno, così ho pensato: "Vai, perchè no?"
Aveva già segnato da subentrato il gol che ha alleggerito la sconfitta per 3-1 contro l’Arsenal ad ottobre, ma che fosse in grado di diventare cruciale per i suoi così presto ancora non lo si poteva immaginare. E non è un giocatore da notare solo quando fa gol, come ha precisato Gerrard dopo la gara contro il Norwich "Non voglio che il gol distragga dal fatto che la sua performance è stata di così alto livello”. Il modo in cui passa il pallone e si muove, come sguscia tra gli avversari in una maniera quasi fastidiosa, sfiancante, dicono molto del suo gioco da centrocampista box-to-box, in grado anche di sacrificarsi in fase di non possesso quando Targett e ora Digne avanzano troppo.

Dopo la partenza di Grealish i tifosi in claret and blue pensavano di aver perso one of their own, uno di loro, a onorare i colori in campo. Sembrano invece averlo ritrovato subito. E non è da solo. Innanzitutto Jacob ha dovuto fare i conti con il maggior hype che in città nutrono per suo fratello più piccolo Aaron, classe 2003 da pochi giorni in prestito al Cheltenham. Poi c’è Carney Chukwuemeka, esterno sinistro diciottenne che si è ritagliato molto spazio con Gerrard e si è fatto trovare pronto anche lui nella gara contro lo United subentrando a Buendia. Con le sue corse e giocate lungo la fascia sinistra ha già fatto capire di essere degno di fiducia. Chukwuemeka è in scadenza tra 18 mesi e si è detto disposto a parlare di un’estensione solo se sicuro di poter giocare regolarmente in prima squadra, cosa che non sembra molto lontana. Inoltre, ci sono Tim Iroegbunam, Jaden Philogene-Bidace e Cameron Archer, che pur senza aver ancora giocato sono stati più volte chiamati in panchina e potrebbero trovare spazio da qui alla fine dell’anno con un allenatore così ben disposto a valorizzare i migliori prospetti del club. “Vogliamo giocatori locali e giovani in questa squadra e partite come questa aiutano a lanciare la sfida al resto della rosa. Ma non si tratta solo di talento, devi essere ossessionato dall'idea di far fuori i giocatori della prima squadra per entrarci”. Tutto sembra lasciar intuire che il futuro dei Villans possa essere eccitante. E Jacob Ramsey sembra già pronto per guidare questa giovane ciurma dentro il Villa Park.

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