Premier League review: Sinfonia di novembre

Il racconto del novembre di Premier League

Novembre ha portato diverse novità in Premier League: nelle grandi sono emersi sempre più alcuni nuovi uomini chiave, altri tre club hanno cambiato manager con il ritorno di un volto molto conosciuto e soprattutto l'addio di uno dei tecnici più controversi di tutta l'Inghilterra.

Il punto della situazione

Il primo match di novembre è stato subito significativo in quanto la vittoria del Southampton sull’Aston Villa ha allungato a cinque le sconfitte consecutive dei Villains e ha fatto saltare la testa al manager Dean Smith. La gestione del dopo Grealish si è rivelata estremamente complessa per l'ex manager del Brentford che, complici anche numerosi infortuni, non è mai realmente riuscito a trovare una quadra ottimale. A sostituire Smith è arrivato – o meglio, è tornato – Steven Gerrard, campione di Scozia in carica con i suoi Rangers e alla prima esperienza in Premier League da allenatore. Stevie G ha inaugurato subito la sua esperienza con due vittorie di spessore su Brighton e Crystal Palace prima di farsi fermare dai campioni del Manchester City.

Smith però non si è lasciato abbattere e ha approfittato del licenziamento di Daniel Farke, arrivato dopo la prima vittoria stagionale del Norwich, per tornare subito in sella. Dal cambio in panchina il Norwich ha raccolto cinque punti in 3 partite, riducendo a tre punti il margine sulla salvezza.

Imbattuto a novembre è stato anche il Burnley, che ha portato a casa tre punti in tre partite – una, contro il Tottenham, è stata rinviata per neve – ma anche, e soprattutto, Chelsea e Manchester City.

Il Chelsea ha chiuso il mese di novembre in vetta alla classifica ma con un margine che si è assottigliato sulle inseguitrici dopo due pareggi abbastanza sfortunati contro Burnley e Manchester United; in entrambe le partite i Blues hanno sostanzialmente dominato ma sono stati fermati prima da un super Nick Pope e poi da un erroraccio di Jorginho. I due pareggi hanno paradossalmente confermato il valore della squadra di Tuchel che sta riuscendo a schierare squadre sempre estremamente organizzate e funzionali anche senza disporre dei suoi uomini chiave.

Più convincente è stato il novembre del Manchester City, che ha aperto il turno dominando in lungo e in largo il derby contro lo United e solo un De Gea straordinario ha tenuto il passivo dei Red Devils entro numeri accettabili. A brillare per la squadra di Pep è stata soprattutto la colonna portoghese della squadra, su tutti nelle figure di Joao Cancelo e Bernardo Silva, protagonisti con alcune delle giocate più belle di questo mese. Dopo il derby la squadra di Pep si è presa altre tre vittorie di spessore battendo in fila West Ham, Everton e Aston Villa e portandosi a un solo punto dal Chelsea, confermando come per il titolo sarà sostanzialmente una lotta a tre.

Nonostante si sia aperto con la prima sconfitta stagionale, il novembre del Liverpool è stato a dir poco spaventoso. La sconfitta è arrivata in una partita molto difficile visto lo stato di forma del West Ham, capace di vincere per 3-2 al London Stadium sfruttando anche una prestazione non impeccabile di Alisson. Superato lo stop londinese il Liverpool è tornato carico come non mai e ha prima terminato la striscia di risultati dell’Arsenal con un 4-0 spettacolare poi bissato pochi giorni dopo contro il Southampton; a mettere il cappello su un mese quasi perfetto è stato un 4-1 nel derby di Goodison Park contro l’Everton dell’ex Benitez. Inevitabilmente a brillare per i Reds è stato il solito Mo Salah ma con lui è emerso sempre più il talento di Diogo Jota, che ha sfruttato l’infortunio di Bobby Firmino per prendersi il posto da titolare fisso, e soprattutto quello di Thiago Alcantara che finalmente ha avuto tregua dai continui infortuni.

A fare da contraltare a un Liverpool dominante c’è un Everton terrificante, in grado di raccogliere un solo punto e segnare un solo gol; per i Toffees la vittoria manca da due mesi e la situazione di Rafa Benitez inizia a complicarsi, complici anche gli infortuni ricorrenti di Richarlison e l’assenza prolungata di Calvert-Lewin che di questa squadra resta sostanzialmente l’unico terminale offensivo di livello.

Arriviamo quindi al tema principale del mese di novembre, ossia l’addio di Ole Gunnar Solskjaer al Manchester United. L’ultima partita del tecnico norvegese è stata un umiliante 4-1 sul campo del Watford di Ranieri. L’organizzazione degli Hornets ha mostrato ancora una volta uno dei principali problemi della gestione di Solskjaer, ossia la quasi totale assenza di una fase offensiva ben codificata a cui si è accompagnata anche una fase difensiva totalmente casuale. Dopo il match di Vicarage Road è stato David De Gea a raccontare bene il momento dei Red Devils:

"Non c’è molto da dire, è stato imbarazzante vedere il Manchester United giocare come abbiamo fatto noi oggi"

Con questa partita si è quindi chiusa la controversa parentesi di Solskjaer – qui raccontata da chi vi sta scrivendo– che sarà sostituito da Ralf Rangnick, grande deus ex machina del movimento tedesco moderno e della Red Bull. Rangnick, tuttavia, non è ancora riuscito a mettere le mani sullo United per problemi burocratici per cui il suo posto è stato per il momento coperto da Michael Carrick. L’ex campione dei Red Devils ha raccolto un pari fortunoso ma importante a Stamford Bridge e soprattutto una vittoria sull’Arsenal, quest'ultimo è stato un match spettacolare, inaugurato dal controverso gol di Smith Rowe e in cui sono finalmente tornati al gol Cristiano Ronaldo e Bruno Fernandes, entrambi a secco da un mese in Premier League. Manchester United-Arsenal è stata anche l’ultima di Carrick da tesserato del Manchester United in quanto, subito dopo la partita, ha confermato che non riprenderà il suo posto da assistente, forse per tentare un’avventura altrove. 

 

Lasciamo quindi Manchester per andare a tastare il polso delle ultime in classifica; abbiamo già parlato di un Norwich che ha ritrovato un po’ di slancio nella lotta salvezza ma non altrettanto si può dire del Newcastle. I Magpies hanno finalmente trovato il loro allenatore mettendo sotto contratto un profilo interessante come Eddie Howe, il quale ha esordito – sia pure da casa sua a causa della positività al COVID – con un pirotecnico 3-3 contro il Brentford ma ancora non è riuscito a trovare una vittoria; il Newcastle ha mostrato ancora una volta dei grossi limiti strutturali soprattutto in difesa, reparto in cui la nuova dirigenza dovrà investire pesantemente per evitare il ritorno in Championship. A chiudere il trittico nella zona retrocessione c’è il già citato Burnley, protagonista di un altro 3-3 spettacolare contro il Palace e in grado di inchiodare sul pari il Chelsea e il Wolverhampton grazie a due partite difensive vecchia scuola e a un Nick Pope sempre solidissimo. 

La classifica
Curiosità statistiche
  • Il Newcastle non ha vinto nessuna delle prime 14 partite in Premier League: tutte le squadre che hanno avuto questo score sono retrocesse a fine stagione.
  • Diogo Jota ha effettuato 170 tiri da quando è in Premier League: 85 di questi con il piede destro e 85 con il piede sinistro.
  • Il Brighton ha segnato 5 dei suoi 7 gol esterni in questa stagione di Premier League negli ultimi 20 minuti di partita.

Il giocatore del mese: Bernardo Silva
Di Lorenza Suriano

Strana storia quella di Bernardo Silva, passato in pochi mesi da sacrificabile sull'altare di un centravanti del mercato estivo a insostituibile dell'undici di Guardiola. Di lui il suo allenatore ha recentemente detto che è il miglior giocatore della Premier League – non si offendano i vari Salah e Cristiano Ronaldo. Nel mese di novembre l'ex giocatore di Monaco e Benfica ha messo a segno 2 gol in 3 partite – di cui uno, fondamentale, nel derby dominato contro lo United – ma sono le prestazioni a far strabuzzare gli occhi. Non un minuto saltato, tocchi di classe – come quello che ha fatto partire l’azione del gol di Fernandinho contro il West Ham – intelligenza e un chilometraggio che fa sospettare abbia in realtà il dono dell’ubiquità. A questi livelli Bernardo non si vedeva dalla stagione 18/19, quando i tifosi del City lo votarono come Player of the Season, ma quest’anno il suo contributo è per certi versi ancora più fondamentale. Con De Bruyne spesso fuori e Foden e Grealish presenti a intermittenza a causa degli infortuni è infatti lui il cuore pulsante e l’anima del gioco offensivo della squadra. Responsabilità che sembra piacergli non poco.

Il gol del mese: Diogo Jota (vs Everton)
Di Emanuele Ciccarese

Il gol del mese di Novembre 2021 è quello di Diogo Jota contro l’Everton, il quarto del Liverpool nel 4-1 sulla formazione di Benitez. È il 79’ e la squadra di Klopp sta facendo ormai accademia nel derby andato in scena al Goodison Park. Possesso palla dei Reds sull’out sinistro, Robertson si avvicina al mezzo spazio e si ferma per qualche secondo, per attendere i movimenti dei suoi.

Di fronte all’esterno ci sono Coleman e Gordon, a difendere le possibili traiettorie del passaggio. Entra in scena Mané, che scala fuori dall’area verso la linea laterale, attirando la corsa di Godfrey e liberando così lo spazio decisivo per l’ingresso di Jota in area di rigore. Quando Godfrey sta lasciando la zona dove era lanciato il protagonista di questa azione, Robertson realizza il suo quarto assist stagionale.

A coprire l’inserimento del portoghese, con le coordinate giuste per la traiettoria del filtrante di Robertson, c’è Allan. Il brasiliano, che ha appena rincorso l’ex Wolverhampton, non si pone con la miglior postura per affrontarlo.

Jota, lanciato verso la linea di fondo più velocemente del pallone, sorprende Allan con un delizioso tocco di sinistro con cui reindirizza molto rapidamente la sfera verso il fondo. Poi alza lo sguardo, si avvicina al palo sinistro e la insacca da una posizione piuttosto defilata, alle spalle di un insufficiente Pickford. Secondo il modello degli Expected Goals, da quella mattonella c’era una probabilità di segnare del 30%.

Fatti abbastanza interessanti
Le posizioni medie del Manchester United nel primo tempo del derby

Lo schieramento ad ali di gabbiano
Antonio Conte è diventato protagonista di una cartolina natalizia 

Nel farlo ha anche citato le sue dichiarazioni dopo un celebre Galatasaray-Juventus del 2013

Jonathan Liew ha raccontato della guerra del ketchup

In questo interessante articolo sul Guardian, potete trovare una descrizione del complesso rapporto tra i manager della Premier League e la celebre salsa a base di pomodoro. In un passaggio, Liew arriva a definirlo un simbolo di liberazione pari all'esposizione del cadavere di Mussolini in Piazzale Loreto.

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