Joe Gelhardt potrebbe essere un talento speciale

I numerosi infortuni del Leeds hanno portato alla ribalta il talento di Joe Gelhardt

Quante partite servono ad un giovane calciatore per rendersi conto che è qualcosa di speciale? Difficile dirlo, soprattutto in Premier League dove talenti non ancora ventenni incendiano il proprio esordio per poi spegnersi gradualmente con l’aumentare della pressione. Quanti ne possono venire in mente così? Macheda al Manchester United è il nostro più ricordato in quanto compatriota, ma anche Woodburn o Jordon Ibe del Liverpool o i prodotti dell’Academy dell’Arsenal di cui non ricordiamo il nome perché si confondono l’uno con l’altro. Quest’anno un dei talenti più accessi di questo tipo sembra essere Joe Gelhardt, attaccante diciannovenne del Leeds. Nel suo caso ci sono volute 4 partite per far alzare il sopracciglio degli appassionati e cominciare a leggere e notare paragoni con Wayne Rooney.

Se siete tifosi del Leeds probabilmente vi saranno bastati anche solo i 28 minuti giocati nella partita contro il Wolverhampton del 23 ottobre. Bielsa lo inserisce come ultimo cambio per provare a recuperare uno svantaggio che dura dal decimo minuto. Lui ha due grandi occasioni. Un bel triangolo tutto di prima con Rodrigo lo mette davanti alla porta, calcia come dovesse sfondare la porta e solo una grande parata Jose Sá gli fa trattenere l’urlo di gioia. Poco dopo un passaggio alto di Dallas lo trova, lui vince il duello e dopo un carambola si ritrova la sfera per calciarla, ma lo fa male da posizione comunque defilata. Al 90esimo inoltrato però riesce finalmente a essere decisivo: elude Ruben Neves con un rapidissimo gioco di gambe e conduce il pallone per almeno 15 metri verso la porta, troppo veloce per essere fermato legalmente da un avversario, finchè Semedo non lo stende al limite dell’area piccola procurando il rigore con cui Rodrigo pareggerà la gara. Questa è stata solo la sua seconda gara in Premier League, dopo l’esordio della settimana precedente contro il Southampton dove era entrato nel finale. È bastata quella rapidissima progressione con il pallone incollato ai piedi per salire sul treno di Gelhardt.

I paragoni con Rooney – come lui nato a Liverpool – erano arrivati già allora, per esempio da Phil Hay di The Atheltic nel suo podcast dedicato ai Peacocks. Uno dei motivi per questo paragone è che sono molto simili fisicamente, condividendo l’1.76 di altezza e un corpo che non fa esattamente sognare di poter diventare un grandissimo calciatore. Poi prende il pallone con i piedi, si beve un difensore con un dribbling e ci si crede. E oltre al talento con i piedi anche lo stile di gioco ricorda la ex stella del Manchester United. Qualcun altro lo ha azzardato anche con Tevez. Tanto movimento, tanta grinta, poca voglia di arrendersi ad aver perso possesso della palla e molte giocate intelligenti, che si siano semplici o estrose. Ne è un esempio la sua presenza successiva in Premier League, contro il Tottenham e questa volta da titolare al centro dell’attacco. Una prestazione più che convincente, 40 tocchi in cui ha alternato giocate estrose a tanta intensità e grinta, rubando l’occhio anche qui. Non male per un 2002 che sta giocando in una squadra in difficoltà.

Non ha tardato il primo gol con la maglia bianca, arrivato pochi giorni fa contro il Chelsea a Stamford Bridge con il primo tocco della sua gara per il 2-2 appena 18 secondi dopo il suo ingresso in campo al posto di Raphinha. “È un gol che riflette le sue qualità” ha detto Bielsa al termina della gara persa per 3-2 a tempo quasi scaduto, “al posto giusto nel momento giusto. Certe caratteristiche sono importanti a questi livelli”. La sua aggressività e costante applicazione fanno pensare che sia un giocatore ideale per il sistema del Loco.

Ma cosa c’è oltre a queste 4 partite a far scatenare i paragoni dei giornalisti inglesi, sempre comunque molto veloci ad esaltarsi alla prima spolverata di talento di un loro under-23? Il fatto che Joe ha un percorso nelle giovanili da predestinato, quelli passati a gonfiare reti in porte di qualsiasi grandezza. È cresciuto nel Wigan, e già a 13 anni giocava spesso con quelli dell’under-16. Una volta a 13 anni ha segnato 10 gol in una partita contro l’Huddersfield, e anche quattro un’altra contro il Manchester United. Quante volte sono proprio i gol segnati a raffica fin da bambini a far dire con certezza quanto un ragazzo diventerà forte? Appena passava ad una squadra più grande non smetteva di segnare, stessa con la nazionale inglese. Under 16, Under 17 e Under 18, ha segnato a tutti i livelli. Al Wigan era contento e il club ha lavorato molto bene nella sua crescita, ma poi sono arrivati i problemi finanziari e la cessione. È andato al Leeds per solo un milione di sterline nell’estate del 2020, preferendolo ad Arsenal e Leicester, grazie alla persistenza del direttore sportivo Victor Orta e alla convinzione che Bielsa sarebbe stata la scelta migliore per la sua crescita con programma di far parte della prima squadra nella stagione 2021/22. Programma seguito senza ritardi e senza smettere di fare gol: quando non è con la prima squadra degli Whites disputa le partite di Premier League 2 con l’under 23, dove è a quota 7 gol in 9 partite.

Dunque sono bastate quattro gare a 'Joffy' per far capire che potrebbe essere qualcosa di speciale. È presto è vero, e non abbiamo neanche una grande idea di quali possano essere i suoi limiti né quale ruolo gli riserverà Bielsa. Per ora ha giocato come prima punta, ma prima o poi tornerà Bamford a pieno regime per riprendersi il centro dell’attacco. L’impressione è che possa essere il suo sostituto, ma vista la sua qualità anche distante dall’area non è impensabile che possa agire alle sue spalle, come numero 10. Queste cose le starà sicuramente pensando anche Bielsa, determinato a trovare una soluzione al peggior momento da quando allena il Leeds, quintultimo in classifica e ben al di sotto a dove si immaginava potesse essere per stessa ammissione dell’allenatore, che comunque insiste a non cercare una scusa nei molti infortuni occorsi ai suoi. L’inserimento così rapido di Gelhardt e la sua eccitante risposta in prestazioni sono fin qui le migliori notizie per la squadra dello Yorkshire, da cui comunque è lecito aspettarsi un calo di prestazioni e presenze, magari in costruzione di una prossima stagione esplosiva. La speranza è che la miccia di Gelhardt non si esaurisca, come successo a molti altri talenti inglesi che non avevano neanche il peso del proprio nome accostato a quello di Rooney. Ma da quello che si è visto in questo scampolo di minuti, per quello che fa è molto difficile non rimanere impressionati da questo ragazzo, anche quando non fa una grandissima partita.

Commenti

Post più popolari