Jack Grealish è il giocatore che stavate cercando

Il primo momento in cui il mondo si è accorto che Jack Grealish non era proprio il classico giocatore britannico tutta tecnica e poco cervello risale probabilmente alla partita finale della scorsa stagione.

Al London Stadium, casa del West Ham, l'Aston Villa arriva con una salvezza ancora fortemente in bilico: ai Villains serve un risultato migliore del Watford, impegnato all'Emirates Stadium contro l'Arsenal. Per i Gunners sembra tutto facile: dopo mezz'ora il risultato è sul 3-0 mentre dall'altra parte di Londra i Villains sono ancora sullo 0-0 contro il West Ham, che aveva avuto la certezza di salvarsi già la settimana precedente. Al minuto 84, con il match dell'Emirates che era diventato un pericoloso 3-2, (il pari avrebbe sancito la retrocessione dei Villains) John McGinn riceve poco fuori dall'area e scarica su Grealish che controlla con il destro; Yarmolenko e Fredericks accorciano su di lui per coprirgli il piede forte ma con un tocco delicato il 10 dei Villains riesce a spostarsi il pallone sul mancino e a trovare lo spazio per fulminare Fabianski. Quel vantaggio, apparentemente risolutivo, durerà giusto il tempo di riprendere il gioco prima che Yarmolenko firmi un pari che poteva sembrare una fine crudele di un grande romanzo; invece all'Emirates l'Arsenal riuscirà a difendere il vantaggio fino al fischio finale certificando la salvezza dell'Aston Villa.


Per diventare il giocatore di culto che ora conosciamo, Grealish è dovuto crescere enormemente, diventando via via un giocatore più associativo e spostando il suo raggio di azione dall'out sinistro alla zona centrale del campo, oscillando tra il ruolo di esterno a piede invertito in cui si è formato da giovane, che pure ha dichiarato di non apprezzare, e quelli di interno di centrocampo e trequartista in cui ha raggiunto la sua definitiva maturazione. Il modo in cui ha elaborato il suo gioco e la centralità che ha acquisito nella manovra dei Villains è perfettamente spiegato dall'evoluzione della sua heatmap tra la stagione 2015/16 (sopra) e quella attuale (sotto):


Nelle ultime tre stagioni Grealish ha consolidato il suo status di leader, caratteriale ma soprattutto tecnico, dell'Aston Villa divenendo un giocatore molto più associativo e in grado di manipolare gli spazi tra le linee, in grado di abbassarsi per offrire linee di passaggio ai compagni e, una volta in possesso, in grado di mettere in difficoltà le difese con una conduzione all'apparenza barocca ma che nel pratico è estremamente funzionale.

Grealish ha un modo di condurre il pallone fatto di tantissimi tocchi, anche impercettibili, con cui sembra in grado di leggere nel pensiero dei suoi avversari e spostare sempre il pallone con quella frazione di secondo che basta per sostituirvi la sua gamba prima che arrivi quella del suo avversario; nell'azione con cui firma il gol salvezza dei suoi Villains si vede esattamente questa caratteristica: una volta ricevuto il pallone da McGinn, Grealish effettua una serie di tocchi estremamente rapidi prima di spostarsi il pallone sul sinistro e calciare senza che Fredericks riesca anche a tentare di affondare un contrasto.

Nella stagione in corso Grealish ha ulteriormente alzato il suo livello, convertendo in gol (6) e assist (10) le sue giocate e togliendo definitivamente i dubbi sul suo reale valore. A sublimare la sua crescita è stata la prestazione, incredibile, con cui l'Aston Villa ha demolito i campioni uscenti del Liverpool in cui Grealish ha firmato una doppietta e servito tre assist: in particolare il secondo assist, il più pregiato, è un tocco con l'esterno del destro con cui serve in profondità Watkins che a quel punto manda a vuoto Gomez rientrando sul destro e chiude con tiro all'incrocio. Nella partita seguente, contro l'Arsenal, Grealish è protagonista sul gol del 3-0 ricevendo sulla corsa direttamente da Martinez e conducendo sul lato sinistro fino al limite dell'area, arrivato a questo punto resiste con il fisico al ritorno di Bellerín e serve Watkins, che aveva tagliato dietro le spalle di Holding, che finalizza con un sinistro rasoterra.

Quelli che ho citato sono solo alcuni esempi di come Grealish sia in grado di incidere sul corso delle gare in tanti modi anche estremamente diversi tra loro e in tal senso i numeri restituiscono solo parzialmente la sensazione che si prova nel vederlo giocare. La sua qualità, il suo gioco ricco di affreschi ma anche estremamente funzionale e la sua figura, con i capelli tirati all'indietro e i calzettoni bassi rendono Grealish un giocatore unico nel suo genere, probabilmente il più interessante da guardare in Premier League soprattutto al di fuori dalle grandi storiche della lega.

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