Eddie Howe e il suo Bournemouth


Nuova stagione, nuova sorpresa: un anno fa si parlava del Burnley nelle zone europee della classifica ma quest'anno la squadra di Dyche ha avuto un inizio zoppicante e il suo posto è stato preso dal Bournemouth, attualmente sesto in classifica.
Se il punto di forza dei Clarets edizione 17/18 si poteva individuare nella solidità difensiva, le Cherries puntano su un sistema di gioco che si è consolidato negli ultimi anni, meno ancorato ai singoli interpreti ma in grado di produrre un gioco molto piacevole.
Davanti all'esperto portiere Begovic la linea è di solito a tre: il regista difensivo è il talento olandese Nathan Aké con i due bodyguard Steve Cook e Simon Francis a proteggerlo in uno schieramento che può ricordare la difesa "a tre e mezzo" proposta spesso dalla Roma di Spalletti. Sulla fascia destra c'è Adam Smith che si può considerare il quarto della linea difensiva mentre a sinistra il compito di offendere è affidato a Charlie Daniels, che con le sue corse garantisce grande supporto al gioiellino Ryan Fraser. Proprio da quest'ultimo partono le azioni più pericolose delle Cherries: l'esterno scozzese può sfruttare la sua rapidità per mandare in crisi le difese avversarie e al momento è il miglior assistman della Premier League con 6 passaggi decisivi per i suoi compagni. In fase di inizio manovra il giocatore chiave per Eddie Howe è il ventunenne inglese Lewis Cook, prelevato dal Leeds nel 2016 e gradualmente inserito nel cuore della manovra fino a prenderne il controllo con grande qualità e una personalità che gli hanno permesso di ottenere già la prima (e di sicuro non ultima) convocazione con la nazionale di Southgate. Tutta questa qualità converge sul centravanti Callum Wilson: il 26enne nato a Coventry ha visto la sua avventura in Premier frenata bruscamente da due lesioni la legamento crociato ma ora è tornato e si vede. Con 6 gol e 4 assist in 12 partite, Wilson ha contribuito a 10 reti della sua squadra e solo Aguero (12), Hazard e Sterling (11) hanno fatto meglio, non a caso si è guadagnato la convocazione per le due partite della nazionale inglese contro Stati Uniti e Croazia.
A collocare il Bournemouth così in alto in classifica è però la grande qualità di gioco espressa grazie alla brillante gestione del manager Eddie Howe che, a soli 40 anni, ha preso la squadra in League One e l'ha trascinata fino alla Premier League, salvandola il primo anno e mantenendola a metà classifica nelle due stagioni successive. La grande abilità del giovane tecnico inglese sta nella sua voglia di avere una squadra sempre propositiva e i recenti risultati lo hanno reso un profilo molto interessante, non è infatti da escludere che questa possa essere l'ultima stagione, o una delle ultime, prima che arrivi la telefonata di una grande squadra. 

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