I 2+1 poli del calcio inglese

Con solo sette giornate in archivio la classifica della Premier League ha già acquisito una fisionomia che sembra destinata a mantenersi almeno a grandi linee fino alla fine: a giocarsi le prime posizioni della classifica sono ancora una volta le squadre di Londra e Manchester con il Liverpool più distaccato ma che mai ha fatto mancare la sua presenza ai piani alti.

Il Liverpool che sembrava destinato a lottare per il titolo si ritrova ora settimo e lontano già sette punti dalle due di Manchester. Gran parte delle colpe di questo scarso rendimento sono da attribuire alla difesa, che, con 12 gol subiti, è la terza peggiore del campionato davanti solo a West Ham e Crystal Palace. Alla squadra di Klopp continuano a mancare un portiere affidabile e un centrale di livello da affiancare a Matip: Mignolet non riesce a mantenere un rendimento costante e dovendo fare un bilancio della sua esperienza nel Liverpool questo sarebbe più negativo che positivo. Ancora più negativo è quello di Lovren: il centrale croato non si è mai dimostrato all'altezza del ruolo che ricopre essendo spesso soggetto a gravi amnesie difensive. Ben più forte è il reparto avanzato che probabilmente è il migliore della lega sia per la profondità che per la cifra tecnica degli interpreti ma si sa: con l'attacco vendi i biglietti, con la difesa vinci i titoli.
La difesa dei Reds fa acqua e il City lo travolge 5-0
Surclassato proprio dal Liverpool ad inizio stagione ma ora in netta crescita è invece l'Arsenal: la batosta incassata ad Anfield ha infatti portato Wenger a mettere un po' di ordine in campo e abbandonare i folli esperimenti tattici visti in campo nelle sue prime uscite stagionali. Mantenendo lo schieramento a tre, l'alsaziano ha rimesso Kolasinac e Bellerin sulle fasce per sfruttare al meglio le loro qualità e riconsegnato al trio Mustafi-Koscielny-Monreal il reparto centrale: con questo vecchio-nuovo sistema la squadra ha messo assieme una serie di quattro vittorie e un pareggio con zero gol subiti. Il principale problema dell'Arsenal rimane tuttavia la poca profondità nel reparto difensivo che, combinata con i frequenti infortuni dei titolari, porta la squadra a perdere solidità e quindi punti nel corso della stagione. Almeno un rinforzo tra i centrali difensivi è necessario vista la scarsa esperienza di Holding e i continui infortuni di Chambers, attualmente uniche alternative ai titolari. Altro grave problema è quello legato ai contratti di Özil e Sanchez che rimangono in scadenza a giugno e per cui i rinnovi sembrano ben lontani dall'essere cosa fatta; il rischio è quindi quello di perdere i due giocatori più importanti insieme e a parametro zero, a meno che non si opti per una cessione anticipata nel mercato invernale. Ora più che mai l'Arsenal deve imparare a imparare dai propri errori.
Più particolare è la situazione delle altre due squadre di Londra, Chelsea e Spurs hanno dominato la scorsa stagione ma per vari motivi non sembrano in grado di contrastare lo strapotere delle due di Manchester: Conte ha in mano una squadra numericamente più competitiva ma che negli interpreti non è apparentemente migliorata quanto serve a sopportare una lotta per il titolo ben più faticosa della scorsa stagione e a cui va anche accompagnato il ritrovato impegno in Champions League.
Più strana è la situazione del Tottenham il cui principale problema non è tecnico o tattico ma ambientale: dopo l'abbandono di White Hart Lane gli Spurs dovranno disputare l'intera stagione casalinga a Wembley in attesa del nuovo stadio e fin qui non c'è nulla di anomalo, se non fosse che nel più importante tempio del calcio inglese il Tottenham ha uno score tremendo che sta mantenendo anche in campionato: in casa la squadra di Pochettino ha totalizzato fin qui solo due punti su nove, meglio solo di Swansea e Crystal Palace, a fronte di un rendimento esterno che conta quattro vittorie su quattro partite. Servirà una svolta sotto l'arco di Wembley per rimanere a contatto con la vetta della classifica.
L'Arsenal torna a fare punti a Stamford Brige dopo oltre 5 anni
Torniamo ora a Manchester: City contro United, Lukaku contro Aguero, Guardiola contro Mourinho, una lotta spettacolare che coinvolge i due migliori attaccanti, le due migliori difese e i due manager più blasonati della Premier League. Fin qui City e United sono le uniche due squadre imbattute anche se il dato va pesato anche sul livello delle avversarie: il City ha già affrontato, e sconfitto, Chelsea e Liverpool mentre lo United è ancora atteso da un test più complicato dopo le prime giornate con avversari di livello più modesto. Al netto della classifica entrambe le squadre presentano due vere e proprie corazzate praticamente di pari livello che preannunciano una stagione molto simile a quella del primo titolo del City, giunto solo per la differenza reti all'ultimo secondo dell'ultima giornata. I due manager si sono già affrontati in tutto 19 volte con un bilancio che è favorevole a Guardiola, uscito vincente per 8 volte contro le 4 di Mou. Grande solidità, grande forza e grandi aspettative per due grandissime squadre che si daranno battaglia fino alla fine per sollevare il trofeo.
La vera sfida a Manchester è in panchina

Commenti

Post più popolari