Mourinho 2.0, Vita, morte e miracoli

02/05/2015: È l'ora di pranzo a Londra, una domenica qualsiasi per i sette milioni di anime che popolano la capitale del Regno, tranne che per circa quarantamila persone. A Stamford Bridge si gioca Chelsea-Crystal Palace, non una partita qualunque, il Chelsea è a tre punti da un titolo che manca da sei anni. Dopo una galoppata straordinaria, in vetta dal primo all'ultimo momento, arriva il momento decisivo: rigore per il Chelsea, sul dischetto va Hazard, l'uomo della stagione, prende la rincorsa... e Speroni blocca l'urlo in gola ai tifosi dei Blues ma è solo per un secondo, Hazard si avventa sulla respnta, 1-0. Basterà quel solo gol al Chelsea per alzare un titolo tanto desiderato quanto meritato.
Terry alza il trofeo della Premier League: È la quarta volta per lui
È il trionfo di Mourinho che dopo un anno di tribolazioni ha tra le mani una squadra forte nei nomi, equilibrata e con la bava alla bocca. Con un Courtois fenomenale tra i pali, una difesa granitica composta da due super esterni come Ivanović, autore di una stagione perfetta, e Azpilicueta (in grado di far fuori un mostro sacro come Ashley Cole), due centrali solidi e rocciosi: un Cahill da antologia, ma soprattutto una leggenda come John Terry, trentaquattro anni, con la sua solita fascia al braccio dal primo all'ultimo minuto, dalla prima all'ultima partita al comando di questa piccola macchina da guerra con un carisma che difficilmente si rivedrà su un campo di calcio.
Le vittorie di Mou sono arrivate grazie a questi cinque ma non solo, davanti. se possibile, il Chelsea fa anche più paura, la mediana perfetta: Matić recupera e Fabregas crea il gioco, davanti a loro una batteria di trequartisti dalla qualità straordinaria: Willian a destra, Oscar al centro ma soprattutto un ragazzo belga che con la palla al piede fa più o meno quello che vuole, lo score finale recita quattordici gol segnati e NOVANTANOVE occasioni create, un giocatore straordinario tanto che di lui Mourinho dirà che ha fatto meglio di un certo Cristiano Ronaldo. La ciliegina sulla torta è il bomber brasiliano... ops, spagnolo Diego Costa, che dopo aver dato un'incredibile Liga all'Atletico è andato a Londra a fare quello che sa far meglio: Tormentare le difese, in tutti i sensi: Non proprio mister simpatia ma il ragazzo ha grinta, fisico e senso del gol, tanto basta: venti gol e il secondo titolo in due anni, non male per un ragazzo che da piccolo contrabbandava elettrodomestici con lo zio
Il Player of the Season della Premier: Eden Hazard
C'è qualcosa o qualcuno in grado di fermare questa squadra? La risposta è sì.

Inizia la nuova stagione, il Chelsea, stavolta coi favori dei pronostici, è chiamato a difendere il titolo ma l'esordio non è dei migliori: con lo Swansea viene fuori un pareggio poco gradevole per i Blues, che nel frattempo hanno messo anche sotto contratto due top players come Falcao e Pedro.
"Vabbè è andata male, sono forti." L'occasione del riscatto c'è ed è all'Etihad contro i vice-campioni del Manchester City ma non va come dovrebbe e stavolta il passivo è pesante: 3-0 per i Citizens, Mourinho si butterebbe nel fuoco pur di difendere i suoi giocatori ma la situazione precipita, la sua tattica di distrazione dei media non funziona, la sua macchina da guerra arrugginisce.
Kompany festeggia: Suo il gol del 2-0
Courtois si fa male al ginocchio, Čech è passato ai cugini dell'Arsenal ed è il turno di Begović: Il bosniaco non sfigura ma i problemi sono altri, la difesa non è più solida, Terry non è più il muro della stagione passata e viene anche rimpiazzato dal giovane Zouma, Ivanović non dà certezze, Diego Costa non segna e Hazard non distribuisce più calcio come era solito fare prima. La situazione diventa quasi drammatica, arrivano dei punti ma il bilancio dice che a inizio Novembre i Blues hanno la miseria di 11 punti, solo tre in più del Bournemouth terzultimo, e sono senza identità, con uno spogliatoio spaccato e con un manager che non sa più dove mettere le mani. Notizia di questi giorni è infatti (la riportano i giornali inglesi, prendetela con le molle) che Fabregas sarebbe al "comando" di un piccolo gruppo di giocatori contro Mourinho, lo stesso Cesc non è più quello decisivo del primo anno, non gioca e quando gioca lo fa in maniera nervosa e incerta.
In questo momento di buio totale si accende una luce: Willian, inaspettatamente scopre di avere un discreto talento coi calci di punizione e in quattro partite ne mette dentro quattro, facendo quanto nelle sue possibilità per evitare un definitivo tracollo di un Chelsea che ha ancora frecce al suo arco.
Abbiamo parlato della presunta rivolta anti-Mou guidata da Fabregas: il portoghese è in mezzo al fuoco incrociato di giornalisti (non proprio i nemici ideali da farsi), dirigenza, giocatori, ma non dei tifosi: i supporters dei Blues sono sempre a difendere Mourinho, nonostante la pessima situazione in cui è colpevolmente coinvolto, esponendo striscioni e intonando cori per lui a ogni partita, in casa e in trasferta, se non è amore questo...

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